Vetro e fuoco nelle sue perle che racchiudono cuori e regalano sorrisi

 Tratto dal quotidiano LA STAMPA del 1 Marzo 2022, articolo scritto da Giovanna Foco che ringrazio dal profondo del cuore per la sua sensibilità nel leggermi dentro.

Nata a Bordeaux, vissuta a Milano, ha scelto la valle Pesio per esistere, tanti anni fa, quando voleva offrire solide radici a sua figlia, Charlotte. Calza gli occhiali: con quelle lenti, l’azione si frappone tra lei e il fuoco. La fiamma è potente. Se sgarri, non ne esci indenne da quei 1400 gradi di potenza. Patricia Lamouroux, vive a Chiusa Pesio, tra perle e vetro, nella sua < – e con la responsabilità di essere uno strumento»>, nell’arte della creazione delle perle che è stata riconosciuta <.

La curiosità, il suo motore. «Ho ricamato a mano, a macchina. Mi sono divertita con il tombolo. Ho giocato con i tessuti e con il legno. Poi, la svolta: ho incontrato il vetro»>.

La lavorazione della perla, «Clair di lume»>.

«Ero reduce dalla tecnica Tiffany e, dopo una coincidenza molto intima, profonda e dolorosa ma ricca di luce, mi sono resa conto che questa era la mia via eletta. Ed in quel momento di transizione, ho dato una nuova possibilità alla mia creatività>>.

 Il fuoco.

«È tutto: luce, calore, potenza. Comanda lui e decide tutto quello che nascerà. Sono il vetro e il fuoco i veri artefici. Io sono un loro strumento»>. 

I cuori.

«Sono la produzione che mi rappresenta. Si tratta del mio mondo. È l’essenza. Possiamo parlare di intelligenza e con intelligenza, ma è il cuore che ci fa agire»>.

I suoi obiettivi.

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Organizza corsi?

«Sì. Dopo lo stravolgimento sanitario, li realizzo in modo tale da garantire le condizioni migliori senza sovra presenza».

A cosa servono queste perle? «La perla è nata come moneta di baratto e può ritornare tale: “una perla per il tuo sorriso”.

Lo scambio nel quotidiano, quello che scivola via di attimo in attimo. E, poi, ci sono, anche, le “perle di coraggio”. Ho dato la mia disponibilità, insieme ad altri trentacinque vetrai francesi, all’Istitut Gustave Roussy di Villejuif, alle porte di Parigi per un progetto che vede coinvolti bambini in cura oncologica. Ogni passaggio della malattia è contrassegnato da una perla>>. –